Giulia Calvanese

AETERNUS-RECURSUS


AETERNUS RECURSUS, materiali vari, dimensioni 1.85 x 1.70 x 0.50 mt.


L’arte non è altro che un fluire d’idee che si amalgama nel corso della storia senza cesure né temporaneità. Gli artisti di ogni tempo dimostrano di poter sempre giocare col tessuto storico e riproporre nella trama dell’oggi i fili tessuti secoli prima in un continuo ed eterno ritorno.

La mia opera presenta una grande tela grezza per pittura, tubolare, appesa al muro tramite un supporto di metallo. La tela si può fare scorrere sul supporto ed è ricamata con fili di materiali diversi; vicino ad essa è posto un tavolino con aghi e fili.
Simbolicamente, l’opera propone il concetto che l’arte sia un flusso continuo di idee e correnti che hanno una loro vita e un loro sviluppo in un determinato periodo storico ma che possono essere riprese a distanza di secoli, senza mai conoscere la morte. I fili di vari materiali vogliono simboleggiare le correnti artistiche che si esprimono in diversi modi e attraverso diverse materie. La tela è la trama storica ma è anche simbolo dell’arte stessa; gli aghi non sono altro che gli strumenti degli artisti. I lembi del tessuto sono volutamente uniti e il poter far scorrere la tela in un moto perpetuo sottolinea il concetto che l’arte non ha una fine né un inizio.
La mia opera crea un dialogo tra passato e contemporaneità, giocando con elementi provenienti da altre epoche, come il tavolino in legno o la scatola da ricamo (entrambi oggetti di mia nonna), e l’installazione che è una tra le tante espressioni dell’arte contemporanea.
L’arte è vista anche sotto l’aspetto di un lavoro “in divenire” perché offro la possibilità agli spettatori di intervenire a loro volta sull’opera aggiungendo ricami.
L’arte contemporanea, quindi, è il frutto di eterni ritorni storici, e anch’essa, quando smetterà di essere “contemporanea”, sarà accantonata, ripresa, ricucita, reinterpretata, sarà quindi filo ripreso da futuri artisti.
Giulia Calvanese