{"id":1001,"date":"2023-01-04T20:11:03","date_gmt":"2023-01-04T19:11:03","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliacalvanese5.com\/?p=1001"},"modified":"2023-01-04T20:11:03","modified_gmt":"2023-01-04T19:11:03","slug":"il-grande-problema-senza-attuale-risposta-dellarte-tradizionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/?p=1001","title":{"rendered":"Il grande problema -senza attuale risposta- dell\u2019arte tradizionale"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/giuliacalvanese5.files.wordpress.com\/2023\/01\/img_6231-2.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1124\" height=\"468\" src=\"https:\/\/giuliacalvanese5.files.wordpress.com\/2023\/01\/img_6231-2.jpg?w=1024\" alt=\"\" class=\"wp-image-1009\" srcset=\"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/img_6231-2.jpg 1124w, https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/img_6231-2-300x125.jpg 300w, https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/img_6231-2-1024x426.jpg 1024w, https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/img_6231-2-768x320.jpg 768w, https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/img_6231-2-721x300.jpg 721w, https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/img_6231-2-680x283.jpg 680w\" sizes=\"(max-width: 1124px) 100vw, 1124px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un mondo che si profila sempre pi\u00f9 minimalista e virtuale, come pu\u00f2 l\u2019arte \u201ctradizionale\u201d sopravvivere?<br \/>Da pittrice \u201ctradizionale\u201d legata alla tela, ai pennelli e ai colori, \u00e8 un problema su cui mi arrovello da molto tempo.<br \/>Abbiamo iniziato a svuotare le nostre case da tutto il \u201csuperfluo\u201d, preferendo linee minimali, spazi ampi e vuoti in cui \u201cpoter respirare\u201d; l\u2019oggetto artistico \u00e8 tra i primi messi da parte. Mobili antichi, quadri, tappeti, vasi, sculture&#8230; tutto in cantina, o, peggio ancora, liquidato in qualche modo, alla bene meglio in un qualsiasi mercatino. \u00c8 l\u2019esasperazione del \u201cless is more\u201d, che quando \u00e8 nato aveva le sue pi\u00f9 che valide ragioni stilistiche e una sua poetica, ma che ora somiglia pi\u00f9 ad una dittatura.<br \/>L\u2019uomo per\u00f2, ha un intrinseco bisogno, direi quasi assoluto, di arte, di bello, di immagini. La sua natura \u00e8 sensoriale, la vista ha bisogno di incuriosirsi e di ammirare. Cosa abbiamo inventato, allora, per supplire a questa mancanza mantenendo per\u00f2 le linee pulite degli spazi vuoti? Dei piccoli oggettini, uno dei quali ho io in mano in questo momento per scrivere, che contengono tutto: le fotografie, cos\u00ec antipatiche nelle cornici da spolverare, ma cos\u00ec fruibili su uno schermo illuminato, i portafogli, con tutte le loro carte, le nostre preferenze, i sogni, i ricordi, le password (tanto odiate perch\u00e9 troppe, come mai \u201cless is more\u201d non funziona con le password?), cartelle sanitarie, cianfrusaglie, cinema, negozi, supermercati&#8230; tutto! Tutto \u00e8 contenuto in un cellulare o simili. Anche l\u2019arte. \u00c8 pi\u00f9 \u201cfacile\u201d prendersi cura di un NFT (opera d\u2019arte digitale) che non subisce le alterazioni materiche del tempo (e qui ci sarebbe un altro capitolo da aprire: se non si deteriora materialmente, si potrebbe deteriorare digitalmente a suon di aggiornamenti, evoluzioni di sistemi, cambiamenti tecnici&#8230;?) e che se ne sta comodamente su uno schermo, piuttosto che di un quadro che ogni tanto ha bisogno di un giretto dal restauratore o che si impolvera o che, soprattutto, disturba lo sguardo rompendo l\u2019assoluto silenzio visivo di una stanza. Meglio uno spazio asettico e poter far comparire ai nostri occhi un\u2019immagine solo quando lo si vuole, sui nostri schermi.<br \/>L\u2019arte, quella fatta di oggetti visibili ma soprattutto tangibili, allora che fine fa? Sembra essere relegata alle mostre, ai musei, ma nessuno nella propria casa sembra volerla. Chi investe pi\u00f9 in un artista emergente piuttosto che in una stampa a basso costo che riproduce un quadro famoso di un museo? Costa meno e so che nel futuro avr\u00f2 perso il prezzo di un poster, con l\u2019artista emergente potrei perdere cento, mille volte tanto, se non sar\u00e0 mai riconosciuto. Che mi piaccia non importa. Allora arriviamo al solito discorso che tutto gira intorno ai soldi, alla speculazione e allo \u201cspreco\u201d monetario da evitare. Al mondo ci sono anche persone che possono prendersi tale rischio, lo sappiamo, ma anche questa \u00e8 un\u2019altra storia che ci porterebbe ad altre domande come quella se l\u2019arte odierna segue ancora correnti e movimenti artistici o piuttosto delle \u201cmode\u201d temporanee volte solo all\u2019arricchimento di chi ci lavora; ma appunto, \u00e8 un\u2019altra storia. Restiamo nel discorso principale e nel modo delle persone \u201ccomuni\u201d. Una volta si investiva nell\u2019arte per avere un bene da passare di generazione in generazione, un bene da amare, in cui si credeva e che si trovava bello per una qualsivoglia ragione, che fosse estetica o di contenuti; ora si investe nel denaro stesso, o nell\u2019etere, e questo, personalmente, mi spaventa ancora di pi\u00f9. Questa arte digitale, immersiva, virtuale, cos\u00ec coinvolgente, riuscir\u00e0 a soppiantare l\u2019arte tradizionale? Sembra che l\u2019uomo necessiti di sentirsi creatore di una realt\u00e0 tutta sua, ma illusoria, ed \u00e8 quest\u2019ultimo il termine che ben dovremmo tenere a mente. \u00c8 tutto illusorio, tutto effimero, realt\u00e0 irreale ed inesistente, priva di materia nel senso scientifico del termine. Perlomeno \u00e8 quello che cerco di fare io, pittrice con colori e tele, che vive in una casa piena di quelle che oggi sono considerate cianfrusaglie, quando la paura che questo mondo di oggetti sia ormai destinato all\u2019obblio mi assale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma siamo sicuri che un\u2019immagine su uno schermo, per quanto sia solo mia e solo io abbia il privilegio di guardarla nella sua massima espressione di pixel, ci possa parlare tanto quanto un quadro che cambia col tempo, con la luce, con lo sguardo e coi sentimenti di chi lo sta guardando? Tenere un cellulare in mano \u00e8 equivalente ad avere tra le mani una scultura fatta di metallo che si scalda toccandola e che sembra cambiar di volumi a seconda della luce che la colpisce? Come scrisse tanto tempo fa qualcuno pi\u00f9 illustre di me: \u201cai posteri l\u2019ardua sentenza\u201d. Per quanto mi riguarda, continuo a dipingere, sporcandomi di colore le mani, colore vero, non digitale, e sperando che non tutto sia vano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Articolo di Giulia Calvanese per Radio Bla Bla Network News<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un mondo che si profila sempre pi\u00f9 minimalista e virtuale, come pu\u00f2 l\u2019arte \u201ctradizionale\u201d sopravvivere?Da pittrice \u201ctradizionale\u201d legata alla tela, ai pennelli e ai colori, \u00e8 un problema su cui mi arrovello da molto tempo.Abbiamo iniziato a svuotare le nostre case da tutto il \u201csuperfluo\u201d, preferendo linee minimali, spazi ampi e vuoti in cui&#8230; <\/p>\n<p class=\"more\"> <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/?p=1001\">Read More<\/a> <\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[61,77,79,41,81,83,85],"post_folder":[],"class_list":["post-1001","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-blog","tag-arte","tag-arte-contemporanea","tag-arte-tradizionale","tag-giulia-calvanese","tag-less-is-more","tag-minimal","tag-nft"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1001","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1001"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1001\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1001"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1001"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1001"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=1001"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}