{"id":1241,"date":"2023-10-20T08:53:43","date_gmt":"2023-10-20T07:53:43","guid":{"rendered":"https:\/\/giuliacalvanese5.com\/?p=1241"},"modified":"2023-10-20T08:53:43","modified_gmt":"2023-10-20T07:53:43","slug":"hes-in-milan-the-phantom-of-the-opera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/?p=1241","title":{"rendered":"He\u2019s in Milan, the Phantom of the Opera!"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/giuliacalvanese5.files.wordpress.com\/2023\/10\/img_5499.jpeg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/giuliacalvanese5.files.wordpress.com\/2023\/10\/img_5499.jpeg?w=930\" alt=\"\" class=\"wp-image-1243\" \/><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Finalmente il Fantasma dell\u2019Opera \u00e8 arrivato in Italia! Ci sono voluti 37 anni dalla prima messa in scena a Londra, ma ce l\u2019abbiamo fatta, per la gioia immensa di noi tutti fan sfegatati di Erik. Cercher\u00f2 comunque di scrivere questa recensione in modo oggettivo e non di parte, promesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo dal cast. Ramin Karimloo e Amelia Milo sono artisti eccezionali, lui con una capacit\u00e0 di modulazione vocale incredibile, lei con una potenza ed una passione che si percepiscono ad ogni nota emessa. Grandissima anche Anna Corvino nei panni di Carlotta Giudicelli, divertente e complessa prima donna di un teatro alle prese con fenomeni paranormali; mi ha fatto riflettere su come talvolta i ruoli secondari siano tecnicamente pi\u00f9 complicati di quelli principali e su come sia fondamentale la padronanza della propria arte per poterli interpretare. Tutte le voci che compongono questa edizione sono di livello massimo e meriterebbero qualcosa in pi\u00f9 dal pubblico milanese che ho trovato indisciplinato e a tratti irrispettoso davanti ad uno spettacolo di pari portata. \u00c8 vero che ormai posso essere considerata una \u201cdiversamente giovane donna\u201d, ma penso che non sia un discorso \u201cda vecchi\u201d ricordare che a teatro in tuta non ci si va, e per due ragioni in realt\u00e0 molto belle. Innanzitutto gli artisti sul palco e non (cantanti, attori, orchestra, tecnici delle luci, del suono, truccatori ecc..) hanno studiato anni per farvi sognare con il loro spettacolo, si sono appassionati, hanno passato giorni e notti a cercare il meglio e l\u2019irraggiungibile perfezione; trovo che riconoscere tutto questo anche attraverso un abbigliamento adeguato e una giusta compostezza, sia un riguardo doveroso. Si tratta della sensibilit\u00e0 di riconoscere l\u2019arte quando la si ha davanti. Se preferite la tuta, potete anche guardare lo spettacolo sul divano di casa, \u00e8 sicuramente pi\u00f9 comodo delle poltrone scomodissime e risicate del Teatro degli Arcimboldi. La seconda ragione, \u00e8 l\u2019amore per s\u00e9 stessi, perch\u00e9 in tuta a teatro ci state male pure voi. Parliamo tanto di accettazione serena e di cura del proprio corpo\u2026 secondo voi una tuta sgualcita \u00e8 un modo di dire \u201cti voglio bene\u201d al proprio corpo, alla propria immagine? Per giunta viviamo in un\u2019epoca in cui l\u2019eleganza \u00e8 anche comoda, abbiamo abbandonato stecche di balena (fortunatamente) e panciotti, senza togliere nulla alla bellezza. Quindi, e con questo concludo questa \u201cramanzina\u201d di stile, cercate di eguagliare gli sforzi che fanno gli artisti per portare in scena uno spettacolo la prossima volta che vi vestite per andare a teatro, e siate pi\u00f9 gentili verso voi stessi. Se poi riusciste anche a non applaudire a casaccio disturbando la performance (cantare necessita concentrazione tanto quanto il lavoro che fate voi e i cantanti, in particolare quelli operistici, non sono calciatori che si esaltano sentendo il tifo dalle tribune dello stadio, hanno bisogno delle loro orecchie per capire quello che stanno facendo), saremmo proprio sulla buona strada; ma una cosa per volta, senza fretta\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando allo spettacolo, ho amato particolarmente la scenografia rotante che ha permesso cambi di angolature e visioni diverse durante una stessa scena, rendendo dinamiche anche le scene pi\u00f9 statiche. Unica cosa che mi \u00e8 mancata un po\u2019 rispetto alla messa in scena londinese, \u00e8 il lampadario che sfreccia sopra le teste del pubblico, ma capisco che tecnicamente era impossibile da realizzare. Gli Arcimboldi \u00e8 un grande teatro, ma con pecche tecniche e strutturali che gli rendono impossibile la competizione con i grandi teatri europei, figuriamoci quelli mondiali. Acustica eccellente, spazi insufficienti. Peccato perch\u00e9 sono gli spettacoli a risentirne. \u00c8 sbalorditivo come nel paese di nascita dell\u2019opera lirica non esistano teatri alla portata della sua degna evoluzione: il musical. Italia, quando tornerai sulla cresta dell\u2019onda dell\u2019arte?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come potete capire, i \u201cdifetti\u201d della rappresentazione che ho visto non sono legati alla produzione ma ad agenti terzi: strutture e pubblico. Le musiche di Andrew Lloyd Weber sono coinvolgenti, drammatiche e passionali; la trama \u00e8 quanto c\u2019\u00e8 di meglio per un\u2019opera dal sapore gotico romantico tendente al dark, anche se di fatto \u00e8 una variazione dal romanzo originale: in esso scordatevi la bellezza affascinante e conturbante di Erik, il Fantasma ha tutto il volto sfigurato, sia chiaro, ed \u00e8 vagamente pi\u00f9 crudele ed inquietante di quello interpretato da Ramin Karimloo. Di questo per\u00f2 non facciamo al compositore una colpa, quel pizzico di erotismo che \u00e8 riuscito ad attribuirgli \u00e8 pi\u00f9 che gradevole e aggiunge spessore e umanit\u00e0 ad un personaggio travagliato e lacerato dalle sue condizioni di vita.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante lo spettacolo riflettevo sul perch\u00e9 Erik riesca ad affascinare cos\u00ec tanto il pubblico. \u00c8 un antieroe, una persona che si presenta malvagia, avvolta nell\u2019ombra, a tratti strafottente ed esigente nel richiedere uno stipendio non ben giustificato. Semina terrore, ama spaventare attraverso la sua industriosa e sottile intelligenza\u2026 eppure\u2026 eppure alla fine cede alla bont\u00e0. Comprende la differenza tra possesso e amore e sceglie il giusto: l\u2019amore, non la morte. Chiss\u00e0 se sarebbe in grado di cambiare le menti disturbate di coloro che pensano sia meglio uccidere il partner che se ne va piuttosto che sentirsi \u201cnon scelti\u201d. Erik passa la sua vita da \u201cscartato\u201d, negletto dalla societ\u00e0, in uno scantinato buio e umido, in cui riesce a costruirsi un mondo tutto suo in cui per\u00f2 manca l\u2019amore. \u00c8 meglio un non-amore costretto alla presenza fisica dal ricatto e dalla morte, o un vero-amore ma assente fisicamente? Erik sceglie ed \u00e8 questo che commuove. Preferisce vivere in un mondo sospeso sulle tenebre dell\u2019abisso della propria anima, solo e dimenticato, piuttosto che costringere chi ama a seguirlo controvoglia uccidendone i sogni. Come fa a scegliere? Saremmo noi tutti cos\u00ec \u201cbravi\u201d come lui? Nelle stesse condizioni, sceglieremo anche noi la libert\u00e0 dell\u2019altro a scapito della nostra gioia? Ci piace pensare di s\u00ec, ma i femminicidi perpetuati in questi ultimi anni dicono il contrario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a questo aspetto, credo che il personaggio di Lloyd Weber sia capace di parlarci perch\u00e9 tutti noi ci siamo sentiti o ci sentiremo prima o poi messi da parte per una qualche ragione, che sia fisica o intellettuale. Chi di noi non ha mai tremato di paura interiormente alla prospettiva di non essere amato e di essere solo per tutta la vita? Non \u00e8 forse anche questa paura che ci fa cercare l\u2019altro, un altro che sia testimone del trascorrere dei nostri giorni, per essere noi stessi sicuri di vivere? Il Fantasma dell\u2019Opera di Andrew Lloyd Weber racchiude tutto questo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Profondissima opera, bravo, bravo, bravissimo (va letto con la voce cantata dell\u2019Angelo della Musica), Sir!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giulia Calvanese per Radio Bla Bla Network News<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/giuliacalvanese5.files.wordpress.com\/2023\/10\/img_0063.jpeg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/giuliacalvanese5.files.wordpress.com\/2023\/10\/img_0063.jpeg?w=768\" alt=\"\" class=\"wp-image-1244\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finalmente il Fantasma dell\u2019Opera \u00e8 arrivato in Italia! Ci sono voluti 37 anni dalla prima messa in scena a Londra, ma ce l\u2019abbiamo fatta, per la gioia immensa di noi tutti fan sfegatati di Erik. Cercher\u00f2 comunque di scrivere questa recensione in modo oggettivo e non di parte, promesso. 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