{"id":260,"date":"2014-05-29T14:16:29","date_gmt":"2014-05-29T13:16:29","guid":{"rendered":"http:\/\/giuliacalvanese5.com\/?p=260"},"modified":"2014-05-29T14:16:29","modified_gmt":"2014-05-29T13:16:29","slug":"laura-delleffimero-la-potenza-dei-materiali-naturali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/?p=260","title":{"rendered":"L&#8217;aura dell&#8217;effimero &#8211; La potenza dei materiali naturali &#8211;"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo semestre, una mia professoressa, ha dato la possibilit\u00e0 ad alcuni di noi di fare un piccolo intervento in classe, esponendo una ricerca personale su un argomento correlato a quello del suo corso. L\u2019argomento del corso era l\u2019aura delle opere d\u2019arte, quell\u2019alone di mistero, preziosit\u00e0 e sacralit\u00e0 che le opere emanano.<br \/>\nTrovando la possibilit\u00e0 offertaci dalla professoressa molto interessante, ho deciso di coglierla al volo (non senza qualche riserva e ansia iniziale, devo ammetterlo). Ho quindi fatto una piccola ricerca, l\u2019intervento orale non doveva durare pi\u00f9 di venti minuti, su tre artisti e sui materiali usati da essi per esprimersi. Ho deciso di riportarla sul mio blog perch\u00e9 trovo che ci possano essere degli spunti interessanti per ricerche o riflessioni personali.<\/p>\n<p>Il mio percorso di ricerca si snoda attraverso tre artisti, Motoi Yamamoto, Wolfgang Laib e Walter De Maria, che lavorano o hanno lavorato con materiali particolari in grado, per alcune loro caratteristiche, di aumentare o, in alcuni casi, di generare l\u2019aura nell\u2019opera d\u2019arte. Sono materiali di origine naturale, incontaminati e non modificati dall\u2019uomo, estremamente volatili, difficilmente catturabili e portatori di simboli e significati. Il simbolo \u00e8 un grande generatore di aura in quanto cela significati nascosti che aumentano il senso di mistero.<br \/>\nVeniamo ai nostri artisti. Comincio da Motoi Yamamoto, artista giapponese che non si forma come tale, ma che entrer\u00e0 nel mondo dell\u2019arte in seguito alla scomparsa prematura di sua sorella. Per vedere le sue opere vi rimando al suo sito: http:\/\/www.motoi.biz<br \/>\nMotoi Yamamoto lavora con il sale, un elemento fortemente auratico, sia per le sue caratteristiche, sia per essere evocatore e simbolo potente.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/giuliacalvanese5.files.wordpress.com\/2014\/05\/speisesalz.jpg\"><img decoding=\"async\" id=\"i-262\" class=\"size-medium wp-image aligncenter\" src=\"http:\/\/giuliacalvanese5.files.wordpress.com\/2014\/05\/speisesalz.jpg?w=650\" alt=\"Immagine\" \/><\/a><\/p>\n<p>Innanzitutto, il sale, \u00e8 fondamentale per la vita umana; senza di esso il nostro organismo si ammalerebbe e andrebbe in contro alla morte. Di conseguenza il sale ha plasmato la storia dell\u2019uomo fin dalle sue origini, e la sua ricerca \u00e8 stata il movente di guerre e rivolte. Noi ormai ci siamo dimenticati di tutto ci\u00f2, il sale \u00e8 presente su tutte le nostre tavole perch\u00e8 ormai disponiamo di mezzi tecnologici che ne rendono facile l\u2019estrazione; ma nei secoli passati non era cos\u00ec, era invece difficilmente ottenibile, e per questo \u00e8 stato chiamato a lungo \u201coro bianco\u201d. Il sale \u00e8 quindi universalmente simbolo della vita e ha una sua particolare preziosit\u00e0. Non dimentichiamo che questo elemento \u00e8 anche un potente conservatore, in quanto assorbe l\u2019acqua contenuta nelle sostanze con cui viene in contatto e fa si che i microrganismi non possano svilupparsi.<\/p>\n<p>Inoltre, in Giappone, paese natale di Yamamoto, acquisisce ulteriori significati. \u00c8 un elemento di buon auspicio; \u00e8 facile trovare, accanto all\u2019entrata degli esercizi commerciali o dei ristoranti, un piccolo cumulo di sale come portafortuna. Nella cultura giapponese, inoltre, \u00e8 strettamente collegato all\u2019idea di morte perch\u00e8, durante le cerimonie funebri, viene distribuito ai presenti che lo porteranno nelle proprie case e ne cospargeranno i pavimenti in modo da allontanare il male.<\/p>\n<p>Quindi il sale, nelle opere di Motoi si tinge di valenze di vita e di morte, di protettore di memorie che non vogliono essere dimenticate e di particolare preziosit\u00e0. L\u2019artista, prevalentemente, crea vastissimi labirinti che si snodano, con una trama fittissima, nelle stanze che li accolgono.<\/p>\n<p>Dal punto di vista dell\u2019aura \u00e8 invece particolarmente interessante la fine di queste opere. Con la conclusione dell\u2019esposizione, gli ultimi visitatori sono invitati a raccogliere una manciata di sale e portarlo con s\u00e8 per poi liberarlo in mare, come si pu\u00f2 vedere in questo video: https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gCKTQyAGpp8&amp;feature=player_embedded<\/p>\n<p>La distanza necessaria, secondo Walter Benjamin*, perch\u00e8 si crei l\u2019aura, viene annullata anche dal punto di vista fisico. Lo spettatore entra nell\u2019opera, se ne appropria e la libera in mare, quel mare da cui nasce l\u2019elemento che la costituisce. L\u2019aura passa nelle mani degli spettatori e si trasferisce nel loro gesto. In questo modo Motoi Yamamoto crea un circolo di nascita-vita-morte-rinascita, che sembra non aver fine: il sale viene prelevato dal mare, costituisce l\u2019opera di Yamamoto, e viene in seguito riportato al suo mondo creatore.<\/p>\n<p>Le sue opere, proprio per il fatto che hanno una durata limitate nel tempo, e anche se riproposte non saranno mai identiche alle precedenti, hanno una grande componente di \u201cHic et Nunc\u201d*, qui e ora, e in nessun altro posto in nessun altro momento, che ne accentua l\u2019aura.<\/p>\n<p>Ma veniamo a Wolfgang Laib, altro artista che usa un materiale naturale molto auratico. Egli vive in una casetta immersa nei prati ai confini della Foresta Nera e per otto mesi l\u2019anno, da marzo ad ottobre, raccoglie polline; attivit\u00e0 estenuante che sottolinea la preziosit\u00e0 di questo elemento.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/giuliacalvanese5.files.wordpress.com\/2014\/05\/bee_collecting_pollen.jpg\"><img decoding=\"async\" id=\"i-264\" class=\"size-medium wp-image aligncenter\" src=\"http:\/\/giuliacalvanese5.files.wordpress.com\/2014\/05\/bee_collecting_pollen.jpg?w=650\" alt=\"Immagine\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il polline, come sappiamo, \u00e8 l\u2019elemento attraverso il quale si compie la riproduzione delle piante e pertanto \u00e8 simbolo di vita, ma ha anche una gamma di colorazioni impossibili da riprodurre da noi artisti e la sua brillantezza non \u00e8 ricreabile. Queste caratteristiche ne fanno un materiale in grado di portare con s\u00e8 una particolare aura di preziosit\u00e0. Laib si esprime cos\u00ec a proposito del polline: \u201cIl polline [\u2026] non \u00e8 ci\u00f2 che io ho creato, e pertanto \u00e8 pi\u00f9 di quel che io potrei mai fare.\u201d L\u2019artista sembra ammettere che il polline sia pi\u00f9 importante della sua opera e di conseguenza che questo abbia un\u2019aura nettamente pi\u00f9 potente. Ci troviamo davanti ad un ribaltamento di rapporti: non \u00e8 pi\u00f9 la mano dell\u2019artista che conferisce al materiale una forma ricca di aura, ma \u00e8 il materiale che dona aura all\u2019operato dell\u2019artista.<\/p>\n<p>Le opere di Laib sono semplici, facili da capire, perch\u00e8, come lui stesso dice, non vogliono essere nient\u2019altro che quello che sono: sono polline. Arte come arte, concetto ritrovabile in artisti come Rotcko o Newman, che creano opere che nascono in quel momento, senza un passatto e che non vogliono essere nient\u2019altro che quello che sono e non vogliono comunicare nulla all\u2019infuori dell\u2019arte pura. Egli solitamente spolvera sul pavimento il polline, disegnando dei grandi parallelogrammi.<\/p>\n<p>Anche le opere di Wolfgang Laib hanno una durata relativa alla mostra e di conseguenza godono di quell\u2019aura dovuta all\u2019Hic et Nunc*, come le opere di Yamamoto. Inoltre, l\u2019estrema volatilit\u00e0 del polline, le rende ancora pi\u00f9 effimere e preziose.<\/p>\n<p>Passiamo ora a Walter De Maria, artista che non predilige materiali particolari per le sue opere ma che ne crea una con un elemento incredibile, assolutamente inafferrabile: il fulmine.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/giuliacalvanese5.files.wordpress.com\/2014\/05\/fulmine-notturno-su-roma.jpg\"><img decoding=\"async\" id=\"i-265\" class=\"size-medium wp-image aligncenter\" src=\"http:\/\/giuliacalvanese5.files.wordpress.com\/2014\/05\/fulmine-notturno-su-roma.jpg?w=650\" alt=\"Immagine\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quando noi pensiamo al fulmine, ci vengono in mente due aspetti in particolare. Per prima cosa la sua rapidit\u00e0, \u00e8 un lampo, non dura nulla; poi la sua potenza, \u00e8 l\u2019espressione stessa della forza della natura, in grado di uccidere persone e incendiare alberi. Non \u00e8 neanche un materiale, \u00e8 una scarica elettrica, De Maria quindi compie un azione al limite \u201cdell\u2019assurdo\u201d realizzando un\u2019opera che non \u00e8 fatta da nulla di materiale.<\/p>\n<p>L\u2019artista installa quattrocento pali metallici su una superficie di tre chilometri quadrati in un\u2019area desertica del New Mexico e lascia che il temporale produca spettacolosi disegni luminosi contro il cielo oscuro.<\/p>\n<p>L\u2019Hic et Nunc* \u00e8 ancora una volta presente e doppiamente: l\u2019opera, non solo \u00e8 fruibile solo quando si scatena un temporale, ma i fulmini non cadranno mai due volte allo stesso modo e non disegneranno mai due volte le stesse serpentine luminose nel cielo.<\/p>\n<p>Questi aspetti fanno s\u00ec che l\u2019opera abbia un\u2019aura molto potente, ma quest\u2019ultima \u00e8 ulteriormente potenziata dalla spettacolarizzazione. Si \u00e8 voluto creare un vero e proprio evento intorno a quest\u2019opera: i visitatori sono presi in gruppi di sei e portati, dopo un viaggio di due ore, in una piccola casetta nella zona dei pali, dove dovranno rimanere per ventiquattro ore. Un evento che ha le stesse caratteristiche di un pellegrinaggio o di un viaggio iniziatico.<\/p>\n<p>Questo che riguarda l\u2019opera attraverso il quale si possono effettuare le prenotazioni per la visita: http:\/\/www.diaart.org\/sites\/main\/lightningfield<\/p>\n<p>Sono molti gli artisti che lavorano con materiali naturali ed effimeri, nell\u2019arte povera abbiamo Penone, ci sono quelli che lavorano con la sabbia, altri con le foglie\u2026 io ho voluto presentare questi tre, trovandoli particolarmente interessanti.<\/p>\n<p>Vi lascio con un interrogativo. L\u2019aura di queste opere, dove finir\u00e0, una volta che saranno distrutte (in particolare nel caso di Yamamoto e di Laib)? Si trasferir\u00e0 sulle fotografie che ne testimoniano la creazione oppure verr\u00e0 riassorbita in quel mondo naturale da cui nascono i materiali che la generano?<\/p>\n<p>Bibliografia di riferimento:<\/p>\n<p>Walter Benjamin, Aura e chock, Saggi sulla teoria dei media, a cura di Andrea Pinotti e Antonio Somaini, Torino, 2012, Einaudi.<\/p>\n<p>Alessandro Dal Lago, Serena Giordano, Mercanti d\u2019aura, Logiche dell\u2019arte contemporanea, Bologna, 2006, Il Mulino.<\/p>\n<p>Le immagini contenute in questo articolo sono state prese da Wikipedia Commons.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Questo semestre, una mia professoressa, ha dato la possibilit\u00e0 ad alcuni di noi di fare un piccolo intervento in classe, esponendo una ricerca personale su un argomento correlato a quello del suo corso. L\u2019argomento del corso era l\u2019aura delle opere d\u2019arte, quell\u2019alone di mistero, preziosit\u00e0 e sacralit\u00e0 che le opere emanano. 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