{"id":558,"date":"2020-06-22T19:51:22","date_gmt":"2020-06-22T18:51:22","guid":{"rendered":"http:\/\/giuliacalvanese5.com\/?p=558"},"modified":"2020-06-22T19:51:22","modified_gmt":"2020-06-22T18:51:22","slug":"le-due-arti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/?p=558","title":{"rendered":"Le due ARTI"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una carissima amica \u201cdel mare\u201d, qualche giorno fa, mi ha scritto:&nbsp;\u201cper me l\u2019opera deve raccontare, far sognare, immaginare, rapirmi &#8230; e una scarpa resta sempre una scarpa\u201d come commento alla pubblicazione del precedente articolo, e mi ha dato il la per scrivere un nuovo pezzo, questa volta molto personale, su che cosa intendo io come arte. Credo che ognuno di noi si crei una propria idea di \u201carte\u201d, frutto della propria cultura o del rifiuto di essa, delle proprie emozioni o delle proprie idee politiche o non, del proprio vissuto e della propria criticit\u00e0. \u00c8 per questo che la seguente riflessione non pu\u00f2 che essere personale e intima, chiunque potrebbe essere d\u2019accordo con me totalmente, parzialmente o in completo disaccordo. Cominciamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste un\u2019idea universale di \u201carte\u201d? Letta la premessa che ho appena scritto verrebbe da rispondere negativamente\u2026 eppure\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 di fronte all\u2019arte contemporanea non siamo tutti d\u2019accordo, ma quando entriamo nella Cappella Sistina siamo tutti concordi che quella \u00e8 arte? L\u2019arte sta nella bravura, nella tecnica oppure nella capacit\u00e0 dell\u2019artista nel saper comunicare sentimenti o idee? Arte \u00e8 sentimento o concetto? Probabilmente queste sono domande che l\u2019uomo si pone da secoli; forse una volta suonavano pi\u00f9 come \u201cqual \u00e8 la differenza tra artigianato e arte, tra semplice decorazione e capolavoro\u201d ma alla fine \u201cil succo\u201d della questione \u00e8 sempre lo stesso. Certo, nell\u2019ultimo secolo i nostri neuroni (e spesso i nostri stomaci) sono stati messi ancora pi\u00f9 alla prova dalla \u201cstrana\u201d piega che ha preso l\u2019arte da Duchamp in poi (vedi articolo precedente). Forse c\u2019\u00e8 arte e Arte\u2026 ognuno di noi ha il proprio concetto di \u201carte\u201d, la propria personale \u201carte\u201d, e poi c\u2019\u00e8 l\u2019Arte, quella riconosciuta da tutti, che ultimamente sembra essere relegata al passato, ai grandi capolavori universalmente riconosciuti e in generale ad un\u2019idea \u201cclassica\u201d. Perch\u00e9 per qualcuno una scarpa in una teca (per riprendere l\u2019esempio della mia amica) \u00e8 arte, e per qualcun altro non lo \u00e8, ma siamo tutti d\u2019accordo che la Dama con l\u2019Ermellino di Leonardo \u00e8 Arte cos\u00ec come la Notte Stellata di Van Gogh? L\u2019esempio della scarpa \u00e8, per usare un termine davvero perfetto, CALZANTE. Cara amica mia, che mi leggi di sicuro, per quanto mi riguarda sono d\u2019accordo con te, una scarpa in una teca, vecchia, magari anche un po\u2019 puzzolente, non \u00e8 certamente Arte; ma mi \u00e8 capitato di vedere qualcosa di molto simile che, secondo me, lo \u00e8. Ma andiamo con ordine, e racimoliamo le idee, l\u2019argomento \u00e8 spinoso di per s\u00e9 e se in pi\u00f9 lo espongo col mio solito disordine caotico ne usciamo con le idee ancora pi\u00f9 confuse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto mi viene da dire che esistono \u201carte\u201d e \u201cArte\u201d come gi\u00e0 mi sono trovata a distinguere nelle ultime righe. Per ricapitolare, direi che si possono distinguere in questo modo: \u201carte\u201d \u00e8 il concetto strettamente personale che ogni singola persona ha dell\u2019idea di arte, e invece \u201cArte\u201d \u00e8 qualcosa che ancora devo definire meglio ma che ha a vedere con il concetto di \u201cuniversalit\u00e0\u201d. Lasciamo stare quindi per un momento l\u2019\u201carte\u201d e cerchiamo di identificare meglio l\u2019\u201cArte\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torniamo alla nostra vecchia scarpa malconcia relegata nella teca. Ormai molti anni fa, quando ancora studiavo pittura all\u2019Accademia di Brera, partecipai al progetto di una mostra sulla figura del \u201cPater\u201d inteso sia come Dio Padre sia come padre terreno. L\u2019esperienza fu per me molto intensa, anche se purtroppo il progetto non ebbe gran seguito, perch\u00e9 mio padre era da poco mancato. Ricordo che mi colp\u00ec un\u2019opera in particolare, realizzata da una mia compagna dell\u2019Accademia di cui non ricordo il nome. Si trattava di un paio di scarpe, vecchie e malridotte, in una teca. Su di esse era stata dipinta un\u2019icona ortodossa e ricordo che al primo momento il tutto mi \u00e8 parso quasi blasfemo. Mi fu spiegata l\u2019opera e di colpo, nella mia mente ma anche nel mio cuore, si avvicin\u00f2 di pi\u00f9 a qualcosa di Artistico. La ragazza aveva preso le vecchie scarpe di suo padre, quelle con cui aveva camminato per una vita, con cui aveva faticato lavorando, quelle di cui ricordava il rumore quando da piccola lui tornava a casa, quelle che per lei lo identificavano immediatamente come pap\u00e0 e aveva unito ad esse sia il senso religioso di quest\u2019ultimo, sia il concetto teologico di Padre. Quasi mi commossi. Anche io conservo maglioni e cravatte di mio padre, e bench\u00e9 non riuscirei mai a separarmene n\u00e9 tantomeno a trasformarli in opere d\u2019arte visibili a chiunque (di questi oggetti sono anche molto gelosa, sono miei e solo miei), capii benissimo il sentimento e le emozioni legate all\u2019opera della mia compagna. A questo punto potrei sollevare la terribile questione del perch\u00e9 gli artisti contemporanei non spiegano le proprie opere in modo che il pubblico possa pi\u00f9 facilmente comprenderle sia con la testa che col cuore, ma come si suol dire: \u201cquesta \u00e8 un\u2019altra storia\u201d che potrei affrontare in un nuovo articolo. Torniamo sulla strada \u201cmaestra\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un paio di vecchie scarpe in una teca sono diventate per me arte, e hanno pure superato l\u2019apparente blasfemia, quando ad esse \u00e8 stato aggiunto il valore sentimentale ed emozionale, ma soprattutto quando sono state in grado di comunicarmi qualcosa che va al di l\u00e0 dell\u2019oggetto stesso: l\u2019idea universale di paternit\u00e0, un concetto universale intrinsecamente legato all\u2019affettivit\u00e0 e a qualcosa che \u201cfa vibrare l\u2019anima\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi sembra di poter dire che \u201cArte\u201d \u00e8 allora quell\u2019opera che riesce ad entrare nell\u2019animo delle persone di qualsiasi cultura ed epoca parlando alla sfera emozionale, sentimentale e forse spirituale delle persone. Il termine \u201cspirituale\u201d \u00e8 molto rischioso e solitamente gli artisti tendono ad evitarlo onde evitare polemiche soprattutto di tipo teologico o, peggio ancora, religioso. Io per\u00f2 voglio provare ad usarlo, perch\u00e9 una cosa \u00e8 la religione, una cosa \u00e8 la fede personale, e una cosa diversa ancora \u00e8 la spiritualit\u00e0, che, malgrado tutto, anche un ateo credo possa ammettere di avere. Senza cadere nelle neuroscienze, campo non mio ma molto interessante, se ricordo bene (e quindi si tratta di un\u2019informazione da verificare) da studi recenti \u00e8 stato provato che nel nostro cervello ci sono aree adibite alla sfera spirituale, che \u00e8 quindi radicata in noi in maniera del tutto naturale. Di conseguenza anche una persona che non ha convinzioni religiose, che non crede in un\u2019entit\u00e0 superiore, che sente di essere atea, ha in s\u00e9 una natura, oltre che fisica, spirituale. Possiamo chiamarla anima, possiamo chiamarla coscienza, possiamo chiamarla intelletto, mente, emotivit\u00e0 o in mille altri modi, ma quella \u00e8 e c\u2019\u00e8 in ognuno di noi, \u00e8 universale. \u201cArte\u201d \u00e8 allora quell\u2019opera che sa accendere questa parte di noi. \u201cArte\u201d \u00e8 un ritratto di Tiziano perch\u00e9 riconosciamo nel soggetto ritratto una persona che negli occhi ha questa spiritualit\u00e0, \u201cArte\u201d \u00e8 la Notte Stellata di Van Gogh perch\u00e9 quelle stelle cos\u00ec luminose e grandi trovano eco nella nostra interiorit\u00e0. \u201cArte\u201d sa parlare con la spiritualit\u00e0 universale che ci accomuna tutti, che proveniamo da una trib\u00f9 sperduta dell\u2019Amazzonia o dalla steppa sconfinata o ancora da una metropoli inquinata. \u201cArte\u201d non ha tempo, quelle mani sulle pareti delle grotte preistoriche ci parlano di quelli che siamo sempre stati, al di l\u00e0 delle epoche. \u201cArte\u201d \u00e8 \u201cArte universale\u201d senn\u00f2 \u00e8 semplicemente \u201carte\u201d che magari ci piace o ci parla di concetti e idee politiche, ma se dietro questi concetti o idee non c\u2019\u00e8 dietro la spiritualit\u00e0 universale, \u00e8 semplicemente \u201carte\u201d condivisibile o meno con gli altri, senza che questo sia un concetto negativo, ma piuttosto una differenziazione tra cose diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019ultima riflessione sull\u2019Arte, prima di lasciarvi alle vostre proprie riflessioni e, perch\u00e9 no, critiche (ricordatevi di commentare commentare e commentare).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Wikipedia, bench\u00e9 non sia la fonte pi\u00f9 attendibile del sapere, \u00e8 sicuramente la cartina tornasole per quanto riguarda la cultura odierna essendo il sito probabilmente pi\u00f9 consultato per la ricerca di informazioni e anche un\u2019enciclopedia che pu\u00f2 essere scritta da chiunque. Cercando il termine \u201carte\u201d su Wikipedia, l\u2019immagine che correla la definizione \u00e8, guarda un po\u2019, la Gioconda; e con molta probabilit\u00e0 quest\u2019ultima \u00e8 la prima immagine che viene in mente alla stragrande maggioranza delle persone quando gli si chiede di pensare ad un\u2019opera d\u2019arte. Perch\u00e9?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho assistito, durante la primavera del 2019, ad una meravigliosa conferenza tenuta dal prof. Alberto Cottino in Santa Maria delle Grazie a Milano; il professore si poneva esattamente questa domanda. Concordo con lui al cento per cento per quanto riguarda la risposta a questo quesito. Leonardo \u00e8 riuscito ad andare oltre al soggetto rappresentato in una maniera\u2026 unica, tanto da far supporre che non si tratti neanche pi\u00f9 di un ritratto di una bellissima donna realmente esistita. Non si parla pi\u00f9 di somiglianza con la realt\u00e0, tangibile, sensoriale, ma di un volto universale, che vuole rappresentare l\u2019umanit\u00e0 in senso lato e la spiritualit\u00e0 vivente in ogni persona, maschio o femmina che sia (si vedano gli artisti recenti che hanno sottolineato come la Gioconda possa avere caratteristiche fisiognomiche sia maschili che femminili), appartenente a qualsiasi cultura o epoca o luogo. Questo fa della Gioconda innanzitutto Arte, ma anche icona perfetta per illustrare la sua definizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vostra sempre, amici cari, Giulia<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-medium\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/giuliacalvanese5.files.wordpress.com\/2020\/06\/1280px-monalisa_sfumato.jpeg?w=880\" alt=\"\" class=\"wp-image-560\" \/><figcaption>la Gioconda di Leonardo, da Wikipedia<\/figcaption><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una carissima amica \u201cdel mare\u201d, qualche giorno fa, mi ha scritto:&nbsp;\u201cper me l\u2019opera deve raccontare, far sognare, immaginare, rapirmi &#8230; e una scarpa resta sempre una scarpa\u201d come commento alla pubblicazione del precedente articolo, e mi ha dato il la per scrivere un nuovo pezzo, questa volta molto personale, su che cosa intendo io come&#8230; <\/p>\n<p class=\"more\"> <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/?p=558\">Read More<\/a> <\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"post_folder":[],"class_list":["post-558","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/558","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=558"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/558\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=558"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=558"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=558"},{"taxonomy":"post_folder","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuliacalvanese.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fpost_folder&post=558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}