Giulia Calvanese
Giulia Calvanese

Astrattismo Figurativo


“Il linguaggio pittorico astratto è una corrente espressiva che vanta tra le più svariate forme comunicative. Volendo spiegare la pittura astratta in modo riassuntivo ma non del tutto esaustivo, possiamo dire che l’immagine pittorica non vuole rappresentare soggetti riconducibili alla realtà visibile. È in netta contrapposizione con la pittura figurativa, che propone appunto figure più o meno reali ma sicuramente attribuibili ad un ambito percettivo. L’astratto è l’esatto contrario, a-figurativo, non presenta (solitamente) figure. Può essere arte fine a sé stessa (Rothko, arte per arte) oppure evocatrice di sentimenti tramite la forza del colore… forse tra tutte le sue sfumature è proprio quest’ultima quella che mi interessa di più e che si può applicare maggiormente alla mia idea di fusione col figurativo, ricerca di cui ormai mi occupo da anni.

Durante una delle mie riflessioni personali mi sono però accorta che i miei astratti non sono del tutto definibili tali. Il mio linguaggio astratto, oltre ad essere particolarmente evocativo di certe visioni dello spazio profondo o degligli abissi marini, vuole rappresentare qualcosa di esistente: la nostra realtà spirituale, la più intima e impalpabile parte di noi stessi.

Dalla notte dei tempi lo spirito umano ricerca l’ascesa, l’elevazione dalla sua condizione, la trascendenza da questa vita finita. Desiderio dell’Altissimo, esplorazione del proprio cielo interiore o mondo platonico delle Idee… Anelito Universale. È questa sfera che voglio rappresentare con i miei dipinti, che per facilità chiamo astratti ma che in realtà non lo sono, perché appunto vogliono rappresentare una realtà esistente, percepibile ma non riportabile.”

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