Giulia Calvanese

Sguardi Segreti Oggi e Leonardo

p. Paolo Venturelli o.p.

E’ per me un grande piacere presentare, anche se non scontato, le opere che ammireremo, perché la sintesi scritta dall’artista Giulia Calvanese è completa e non ha bisogno di ulteriori parole che, a mio avviso, rischiano di desacralizzare quel mistero espresso dai volti, dagli sguardi e dai colori che ci apprestiamo a considerare. “Sguardi segreti, oggi e Leonardo” è il titolo della sua opera. Leonardo da Vinci! Ricorrono quest’anno i 500 anni della morte del celebre artista. Siamo a Santa Maria delle Grazie dove è custodito uno dei suoi capolavori: l’Ultima Cena. Lì, volti, sguardi, movimenti, celano e al tempo stesso rivelano il mistero dell’addio di Gesù ai suoi Apostoli prima della sua morte. Siamo di fronte ad un’opera che oso definire un’esperienza mistica, perché solo un cuore totalmente preso dal mistero che vive interiormente, può far scaturire sulla parete un pensiero che non si riesce ad esprimere a parole. La parola “mistica” significa un’esperienza interiore di chi contempla il trascendente. E’ quanto evidenzia molto bene l’artista là dove dice: “ho cercato di rappresentare le emozioni che provavo in quel momento”. Il confronto dell’artista con Leonardo, il primo e tra i più grandi indagatori dei moti dell’ animo, si svolge in un “dialogo rivolto prevalentemente sull’aspetto introspettivo sfumato” e, sottolinea, come l’aspetto tecnico aiuti a evidenziare il concetto che la realtà emotiva si esprime tramite leggeri passaggi tonali. Il mondo, continua l’artista, è una meravigliosa sfumatura sui confini conoscibili dai sensi e il percepibile dallo spirito. Nelle opere che stiamo per ammirare, si evidenziano ombre e luci. Chiediamo a lei, l’artista, di spiegarci questo aspetto tecnico in cui esprime molto bene il concetto che la persona non è unicamente un corpo terreno, ma vi è pure presente una parte spirituale che lo anima. Il dialogo artistico con Leonardo da Vinci si può ammirare nella parte conclusiva che ritrae il volto malinconico di un uomo che lei ha incontrato in tram e che le ha richiamato un “patriarca biblico che ha visto tutto ed è ancora vivo”. Nell’insieme si tratta quindi di una mostra apprezzabile perché va al di là della pura esigenza ritrattistica e rappresentativa, per aprire la sua indagine alla dimensione più ignota ma affascinante dell’interiorità e della spiritualità più profonda, chiaro specchio del divino.